Editoriali

Caro Stasi, non importa di che colore sia il gatto, l’importante è che prenda i topi

{module Firma_redazione}Ritorniamo, per un attimo, sulle polemiche, dei giorni scorsi, sul trasferimento degli uffici tecnici da Corigliano a Rossano e proviamo a concentrarci sull’occasione ghiotta che avrebbe la classe politica d’opposizione per dimostrare che in questa fase di difficoltà è all’altezza della città e del territorio che rappresenta. L’occasione ghiotta, per un’opposizione seria e responsabile, è quella di sfidare sindaco e maggioranza non sulla questione della collocazione degli uffici comunali, che è battaglia ridicola e di retroguardia, come fu quella per il tribunale peggiore della storia, ma sulla loro efficienza. Perché i cittadini più che uffici a due passi da casa, vogliono uffici che funzionino, a cominciare da quelli tecnici e giudiziari. È l’unica carta che una classe politica alternativa a quella di governo può utilizzare, in questo momento, per togliersi di dosso il profilo cupo dell’opposizione non costruttiva. Per cui se tra i leader d’opposizione ci fosse oggi qualcuno disposto a guardare le carte di Stasi sulla questione della macchina comunale, da sempre suo cavallo di battaglia, dovrebbe dire alla maggioranza di non fare stupidaggini e di trovare un modo per unire le forze e non perdere un’opportunità che chissà quando si ripresenterà: mettere in campo una cura ricostituente utile non solo per chi governa oggi ma per chi magari governerà domani. Non si tratta di immaginare patti segreti o chissà quali inciuci politici. Si tratta semplicemente di aprire bene le orecchie e capire che maggioranza e opposizione dovrebbero sottoscrivere un patto per non governare un domani sulle macerie, politiche e burocratiche, della città unica. E il primo e più importante punto di questo patto riguarda un grande piano di rilancio dell’apparato comunale, che in questo momento, per via di scelte dissennate dell’amministrazione (forse mal consigliata da strani e grotteschi personaggi), come quella di ridimensionare e mortificaredirigenti e funzionari di valore o uffici efficienti, veloci e produttivi, rischia un’involuzione senza precedenti dovuta alla scarsa considerazione in cui a Palazzo Garopoli sono tenuti capacità, merito e soprattutto produttività. Perché oggi la crisi oltre a rafforzare la necessità di ridurre le tasse e sostenere l’accesso ai finanziamenti per le imprese, ha anche sottolineato che dal processo di sburocratizzazione e efficienza dell’apparato pubblico, a cominciare da quello comunale, tutte le imprese, in particolare le piccole e medie, possono trarre enormi benefici. È difficile oggi immaginare che maggioranza e opposizione possano trovare un’occasione per confrontarsi e dialogare sul futuro del territorio. Tuttavia è altrettanto difficile non capire che la salvaguardia della città unica passa non solo dalla stesura di statuto e regolamenti comunali, di sicuro importanti. Ma passa anche da altro. Passa da dirigenti e un apparato comunale super efficienti di cui la politica avrebbe urgentemente bisogno, ovunque si trovino. È ora di fare politica, di proporre un grande patto e smetterla per un istante di giocare a nascondino, perché, caro Stasi e cara opposizione, i sindaci passano i burocrati restano, spesso a fare danni, incalcolabili.

P.S. a proposito di statuto. È un peccato che Maria Salimbeni, di cui finalmente si parla perché appena eletta presidente della commissione statuto e regolamenti, quand’era capogruppo dei DS, durante la consiliatura 2001/2006 (sindaco Genova), non abbia mai partecipato, seppur invitata, ai lavori della commissione affari generali, guidata da Nello Iacucci, che in quel periodo (con relatore Raffaele Corrado) approvò un nuovo statuto comunale e ben tre regolamenti che riguardavano il difensore civico, la partecipazione popolare e il consiglio comunale e che per volontà di pezzi forti della politica (in gran parte interni ai DS) e della burocrazia comunale non furono mai portati in consiglio. Se la Salimbeni, a quell’epoca, avesse mostrato un po’ d’interesse in più per quegli argomenti, forse quei testi sarebbero approdati in consiglio e oggi quell’esperienza le sarebbe tornata utile nello svolgimento di questo suo nuovo e prestigioso incarico. Un fenomeno, cui nei prossimi giorni dedicheremo un profilo.