
{module Firma_redazione}La lettera che abbiamo pubblicato nei giorni scorsi, relativa ai danni che un grosso grasso avvocato sta provocando da queste parti, soprattutto in materia civile, ha dimostrato, se ancora ce ne fosse bisogno, quanto sia grave lo stato di degrado in cui versa la nostra giustizia. E lo è fino al punto che non è più il caso di far finta che il problema non esista o che sia solo di avvocati e magistrati, per cui loro devono risolverlo. Il problema, purtroppo, è nostro, perché pensare che gli addetti ai lavori possano fare pulizia in casa propria, sarebbe sbagliato prima che inutile: perché a persone corrotte e criminali, che tra l’altro pensano di godere di una presunta impunità, non si può affidare il compito di correggere le proprie perversioni. Perché sono tali per noi che le subiamo: non per loro, che pensano di poter continuare a devastare la giustizia, in cui ormai non crede più nessuno, e le vite di tante persone. Perché solo chi si sente intoccabile può pensare di farla franca. Un esempio? Gli errori e i raggiri, sempre più sfacciati e offensivi, commessi impunemente dal grosso grasso avvocato magno greco di cui abbiamo scritto nei giorni scorsi, che hanno messo sul lastrico alcuni imprenditori, che, per via delle difficoltà delle loro aziende e pur avendo richiesto un concordato preventivo, sono stati dichiarati falliti, perché il nostro avvocatone, cui si erano rivolti con fiducia, ha fatto tali e tanti orrori che in un paese normale sarebbero stati puniti col carcere o con la radiazione dall’ordine. E meglio non è andata a un altro cliente dello stesso personaggio, che dopo aver ricevuto un atto di citazione per decreto ingiuntivo, ha scoperto che l’opposizione che pensava fosse stata presentata, contro tale procedura, in realtà non era iscritta a ruolo, nonostante avesse consegnato all’avvocatone ben seimila euro per il pagamento del contributo unificato, che evidentemente sono finiti altrove. Infine, tra le brutture, merita un cenno il pignoramento, subito da un nostro conoscente, per un mutuo ipotecario non pagato, contro il quale il nostro genio ha commesso tali pasticci da costringere malvolentieri il giudice a mettere all’asta l’immobile su cui era stata iscritta ipoteca. Una pazzia. Ora, però e scusateci se insistiamo ma sono episodi emblematici della malagiustizia, il fatto che questo signore continui a fare ciò che vuole, grazie alle protezioni e all’indifferenza di cui gode, spiega ma non assolve la mancanza di riprovazione con cui le persone raggirate, e ci metterei anche l’opinione pubblica, almeno quella più qualificata, finora, abbiano reagito agli imbrogli. Un’altra giustizia i cittadini devono meritarla, e per meritarla devono fare qualcosa, mostrando verso tutto il sistema giudiziario sfiducia e riprovazione, magari con l’aiuto degli ordini professionali, della Guardia di finanza e di qualche procura che sembra cominci a muoversi. L’augurio è che non sia solo un sussulto ferragostano. Se son rose, dovranno fiorire rapidamente. E se fioriranno, sarà come vincere più di una medaglia d’oro alle olimpiadi.
