
Noto con rammarico che per via di deficit culturali (o educativi) le persone abbiano sempre più scarsa o nulla considerazione di sé stesse, perché se così non fosse si rifiuterebbero, tra le altre cose, di mangiare e bere in ristoranti degradanti. Io, che invece di me stesso ho sempre avuto un’alta considerazione, non vado mai o non ritorno mai in un ristorante che non soddisfi i miei requisiti, per i quali pretendo che durante il pranzo o la cena non ci siano luci bianche e diffuse e schermi televisivi appesi alle pareti, non si faccia uso di plastica e carta, non si mettano sul tavolo disgustose bustine di ketchup e maionese e soprattutto non si noti, sin dall’inizio, l’assenza di un cestino con del buon pane e di un’oliera completa di sale e pepe. Penserete che le mie siano pretese assurde e antiquate? Forse no, poiché qui di assurdo c’è solo il fatto che si possano ancora tollerare locali in cui, oltre ai bicchieri e alle bottiglie di plastica, che andrebbero banditi sia per motivi etici che estetici, ci siano camerieri e cuochi vestiti in modo sciatto (perché senza divisa), menù plasticizzati con dentro di tutto tranne la provenienza dei prodotti usati, l’assenza totale di dolci e dessert di produzione propria, di tazze da caffè mute (quindi senza sponsor) o della descrizione, al tavolo, di quello che stai mangiando o addirittura una clientela formata in gran parte di cafoni, che se li hai vicini, di tavolo, mangiare diventa una tortura immeritata da qualsiasi appartenente alla risicata minoranza di persone civilizzate. Un esempio? Quando, in un medio ristorante, ti ritrovi vicino a persone che da un telefonino ascoltano musica ad alto volume, impedendoti così di concentrare i tuoi sensi sul cibo, oppure a una madre incapace di far tacere il figlioletto rompipalle o a una ragazza che ti cade addosso senza pensare minimamente di scusarsi. E questo mentre i titolari di questi locali se ne fregano di quel che accade, perché incapaci di capire che il cliente non ha sempre ragione, perché il cliente esigente fa il locale elegante, il cliente accomodante fa il locale scadente. E qui, citando mia nonna, direi: ma di questo passo dove andremo a finire? Che poi è la stessa cosa che molte persone si dicono uscendo da un qualsiasi ristorante degradante.
