Editoriali

Non si vive solo di espedienti

“Siamo stufi. Questa invasione deve finire, anche a costo di preparare le barricate”. Queste, sono le parole dure di molti residenti della nostra città, in particolare di Schiavonea, tra i quali comincia a farsi strada l’idea di ribellarsi all’invasione di immigrati cui stanno assistendo, forse perché stanchi di vedere per le strade stranieri di cui non si conoscono le intenzioni, essendo per lo più nullafacenti e privi completamente di cultura del lavoro, che spesso si procurano ciò di cui hanno bisogno per vivere, vizi compresi, con mezzi più o meno leciti. Un vero e proprio pericolo, dunque, difficile da scongiurare, giurano alcuni nostri concittadini, poiché questi immigrati provengono, in gran parte, da paesi che, nonostante dispongano di materie prime imponenti, non si sono mai emancipati economicamente e civilmente. Infatti, i paesi da cui arrivano, che sono depressi per antichissima tradizione (in cui inserirei anche l’islam), non si sono mai sforzati nei secoli di svilupparsi. Lì, la gente, che è abituata ad accontentarsi e a tirare a campare con quel poco che ha, non ha né la voglia né la forza di liberarsi dalla miseria. Subisce la propria condizione e non si dà da fare per migliorarla, poiché è assolutamente incapace d’intraprendere qualsiasi attività produttiva. Questo è un fenomeno accertato anche se è ragionevole pensare che qui si potrebbe invertire la tendenza e dare stabilità, continuità e dignità al lavoro di queste persone se solo si convincesse una parte di loro, visto il diverso contesto culturale, a non vivere più di espedienti, di lavoro nero e precario o di welfare, ma a mettersi in proprio, a diventare lavoratori autonomi, magari piccoli imprenditori che assumono anche la loro gente, come già avviene al centro-nord, per sopperire alla forte carenza di imprese e manodopera in settori importanti come quelli dei servizi, dell’agricoltura e dell’edilizia. Sarebbe un bel cambio di prospettiva per invogliare gli immigrati a mettersi sulla strada giusta, che vorrebbe dire venire qui per impegnarsi sul serio e non perché attratti dalle promesse di bella vita, che vogliono dire accoglienza a tutti, poco o nessun lavoro, assistenza gratuita e soprattutto una giustizia che è tollerante con chi commette reati, poiché pochi delinquenti finiscono in galera e comunque non ci rimangono a lungo. Meglio di così…