
{module Firma_Anton Giulio Madeo}La stampa locale riesce sempre a incantarci, coi suoi articoli dilaganti riguardanti il sindaco di Corigliano, anche quando, pur stando quest’ultimo nel giusto, ne denigra il comportamento. Com’è avvenuto nei giorni scorsi, quando, sui blog e i social locali, sono stati pubblicati alcuni pezzi non proprio lusinghieri sul premio trasparenza dell’associazione ASMENET, che quest’anno, sul podio della sua particolare classifica, dedicata a quegli enti locali che si distinguono nella garanzia di accesso agli atti amministrativi, ha piazzato il comune di Corigliano. Niente di grave, per carità, se non fosse che trascurare o deridere il riconoscimento ricevuto sia particolarmente rischioso, poiché esso ha un valore significativo, che va al di là della polemica spiccia, legata alle buche nelle strade, ai debiti o alle commissioni d’accesso da contrapporre alla trasparenza. Infatti, se certa stampa non fosse ossessionata dall’esigenza di apparire sempre e comunque come la più accesa nemica di Geraci (forse perché lo pratica poco), si accorgerebbe che il diritto alla conoscenza è un elemento costitutivo dello stato di diritto. Infatti, se oggi appare ben fondata la nozione di istituzioni locali che operano come una sorta di consiglio di amministrazione di tutti i beni pubblici della città, di cui i cittadini stessi sono beneficiari, altrettanto fondato è il diritto collettivo, riconosciuto a tutti, di conoscerne esattamente la gestione, le garanzie, i processi decisionali. E’ il principio di trasparenza, che sta alla base delle democrazie liberali, dove sono gli elettori a governare e i cittadini i detentori della sovranità. Per cui è vitale che essi abbiano accesso totale a informazioni che riguardano materie su cui decidere. D’altra parte tutto questo era già chiarissimo quando nel 1806 James Madison diede il suo essenziale contributo alla redazione del Primo emendamento della Costituzione americana: ”l’auto-governo è possibile soltanto nella misura in cui i dirigenti dello Stato rispondono alla volontà del popolo … l’accesso a tutti i fatti rilevanti per la formazione di un giudizio ragionevole deve essere garantito. Una conoscenza approfondita della gestione pubblica è essenziale per proteggere l’elettorato dall’inavvertito condono di errori da parte di che è al potere..”. Ha quindi radici estremamente solide nella storia e nel pensiero contemporanei l’intuizione di alcune associazioni che sia giunto il momento di enunciare, con una serie di riconoscimenti, pubblici, un preciso diritto alla conoscenza, poiché lì dove la conoscenza declina c’è un netto declino anche delle libertà individuali. E la stampa queste cose dovrebbe saperle. Come avviene in molti comuni di questa sciagurata parte d’Italia, che lasciando molto a desiderare in fatto di diritto alla conoscenza, quindi di accesso agli atti, spesso è vittima di fenomeni di corruzione, impunità e discriminazioni tra i pochi al potere e la massa dei cittadini. Ecco perché l’esercizio puntuale del diritto di informazione, la piena trasparenza dei processi decisionali (intesa come “accessibilità totale” alle informazioni che riguardano l’organizzazione e le attività delle pubbliche amministrazioni) e la responsabilità politica verso la società civile, sono particolarmente rilevanti nel rendere una città e un territorio, liberi e civili. Sono principi che nonostante siano riconosciuti da numerose leggi e risoluzioni, dichiarazioni formali e convenzioni, non sono sufficientemente praticati, dando così l’impressione che troppo spesso i poteri pubblici, centrali e periferici, abbiano imboccato la via del diniego della conoscenza, anziché del riconoscimento di questo diritto. La sfida che oggi attende la politica, e che condensa tutte le altre, così com’è avvenuto a Corigliano, è proprio quella di migliorare lo stato di diritto e la legalità. E sarà una scelta che dovrà caratterizzare gli obiettivi, gli strumenti, le risorse, la formazione, la mentalità stessa della sua azione, anche in futuro. La promozione dello stato di diritto interagisce con la protezione dei diritti umani. Nessun altro campo del diritto ha un così evidente fondamento morale: il pensiero che ogni uomo, semplicemente in virtù del proprio esistere, è titolare di alcuni essenziali, e in certi casi incondizionabili, diritti e libertà. Se riusciremo a dare anche un piccolo impulso in questa direzione, come ha fatto il comune di Corigliano, avremo risposto, io credo, a nostre responsabilità di cittadini e a doveri suggeriti dalla nostra coscienza. A una democrazia vera si arriva solo con la libertà. Alla libertà si arriva solo con la conoscenza. Alla conoscenza si arriva solo con il rispetto che si deve a tutti gli uomini. Noi parliamo della conoscenza, cioè del nocciolo vivo della democrazia. E’ una battaglia di civiltà che dovremmo combattere tutti, quotidianamente. Qui c’è la politica pura, tutto il resto sono solo chiacchiere. Ecco perché chi scrive dimenticando tutto questo, al di là dei mille difetti che possono esserci in una amministrazione, non è titolato per dare lezioni culturali e morali né a Geraci né ad altri politici. E tenga conto che spesso una certa intransigenza inquisitoria esibita a ogni costo è come la coda dei cani, i quali la agitano per ostentarla davanti al padrone, inconsapevoli che essa è due dita sopra il culo.
