
{module Firma_redazione}Guardo in tv gli appelli che tanti noti personaggi dello sport e dello spettacolo stanno rivolgendo agli italiani affinché rispettino le regole di contrasto all’epidemia da Coronavirus. Sono tutti più o meno ricchi e fanno tutti una vita più o meno comoda, per cui è facile, per loro, stare a casa e invitare la gente a fare lo stesso. Noi, che apprezzeremmo gli appelli di questa gente se solo mettesse un po’ di più le mani in tasca per aiutare chi sta a casa, pensiamo, invece, che sia molto più importante far sentire la voce di chi a casa non può proprio starci, perché non se lo può permettere, non avendo lo stesso conto corrente e gli stessi risparmi dei personaggi che in vario modo chiedono di sopportare, con pazienza, gli arresti domiciliari cui ci ha costretti il governo più incapace della storia repubblicana. Ecco perché abbiamo deciso di dar voce agli invisibili e pubblicare, così, i messaggi e le lettere che tanti lavoratori autonomi, le cosiddette partite iva, che sono coccolati dallo stato solo in occasione delle scadenze fiscali, ci stanno inviando per segnalare le loro gravi difficoltà finanziarie, di cui, al momento, nessuno si sta preoccupando, se non con ridicole elemosine, tra l’altro difficili da ottenere per via di procedure burocratiche indegne di un paese civile. E’ una specie di girotondo, cui invitiamo volentieri tutti coloro che abbiano qualcosa di interessante da dire in quest’ora buia.
Gentile direttore, le scrivo dopo aver letto i vostri articoli. Sono una partita iva (odontotecnico) che pur potendo lavorare, avendo codice ATECO tra quelli autorizzati a operare, sono stato costretto a chiudere poiché lavoro esclusivamente per i dentisti, i quali sono rigorosamente fermi. Quindi, come tiro a campare? Tutta la categoria è ferma e senza sostentamenti, per cui aiutatemi a darle voce. Grazie e saluti da un odontotecnico alla disperazione.
Massimo M. Cosenza
Al direttore. Sono un artigiano la cui attività rientra tra quelle che devono rispettare la quarantena, per cui sono stato chiuso per decreto. Ho la necessità, oltre a quella di far ricorso ai ridicoli aiuti previsti dallo stato, per i quali ci sarà comunque da soffrire, vista la nostra assurda e criminale burocrazia, almeno di sospendere le rate del mutuo contratto per l’acquisto della prima casa. Ebbene, come tutte le cose italiane, sto trovando enormi difficoltà a preparare i documenti, poiché la banca non mi fornisce né informazioni né i moduli giusti per inoltrare le richiesta né, tantomeno, mi dà la possibilità di avere informazioni via web o interloquire con qualche funzionario, poiché ci tengono tutti a debita distanza dalle filiali. Com’è possibile andare avanti così? Com’è possibile sopportare ancora per molto questa situazione di impreparazione e incapacità da parte di tutti. C’è forse bisogno della rivolta per avere un minimo di ascolto?
Grazie, Domenico S., Rossano.
